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A.S.C.I.
Associazione di Solidarieta' per la Campagna Italiana

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Autocertificazione nel biologico: di cosa parliamo?
Comunicato stampa ASCI
del 18 maggio 04
Il biologico certificato e le autocertificazioni delle piccole aziende: la nostra posizione
La Cia Piemonte protesta contro la delibera della giunta di Torino:"La delibera secondo noi è illegittima e confidiamo che gli altri comuni non seguano affatto l’esempio del capoluogo torinese". (Agrapress)
Torino 16 marzo 2004
La prima delibera comunale che accetta la vendita di "prodotti agricoli biologici certificati o prodotti secondo le modalità della disciplina biologica tramite autocertificazione"
Volpedo, 8 settembre 2003
Convegno:
"Certificazione ed autocertificazione nel biologico: quale soluzione per le piccole aziende"
La nostra proposta di modello di autocertificazione

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Lunedì 8 settembre 2003 Ore 12.30 - 16.30 

Convegno promosso da ASCI
(Associazione di Solidarietà per la Campagna Italiana)
presso Società di Mutuo Soccorso di Volpedo
Via Cavour (vicino alla tensostruttura) - Volpedo, AL

"Certificazione ed autocertificazione nel biologico:
quale soluzione per le piccole aziende"

ore 12.30 - ritrovo e buffet biologico
ore 13.30 - 16.00 interventi
ore 16.00 - 16.30 dibattito e conclusioni


Speciale de Il Pagliaio, sul convegno (pdf)

Relazione introduttiva

Certificazione ed Autocertificazione nel biologico:
quale soluzione per le piccole aziende.
8/9/03 - Volpedo

Introduce:
Marisa Valente, agricoltore biologico, presidente ASCI

Relatori: 

  • Giannozzo Pucci, giornalista, editore, fondatore "Asci" e "La Fierucola"

  • Sergio Mantovani, agricoltore biologico, direzione Asci

  • Ivo Bertaina, coordinatore IFOAM Italia, presidente AGRI.BIO. Piemonte

  • Vincenzo Vizioli, presidente nazionale AIAB

  • Gianni Cavinato, Segretario nazionale ACU, Associazione Consumatori Utenti.

  • Francesco Di Lucente, direzione Corpo Forestale dello Stato per i controlli dei regolamenti comunitari

  • Mario Valpreda, Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica, Piemonte

  • Giovanni Pensabene, dottore in agronomia, assessore Ambiente e Agricoltura del comune di Asti.

Asci è nata con l'obiettivo di promuovere la RINASCITA della CAMPAGNA italiana. Nasce, e cito testualmente dalle "premesse fondanti" del nostro Statuto, 

... dalla constatazione della situazione di degrado ambientale, sociale e culturale in cui è stata trascinata la Campagna Italiana da più di mezzo secolo di incessante oltraggio in ossequio ad un'aberrante concezione di benessere e di progresso indotta dall'ideologia consumista.
... nasce dalla volontà di recuperare il mondo rurale alla sua intrinseca consonanza con l'armonico divenire della natura per la piena realizzazione della nostra più autentica umanità. L'urbanizzazione e l'industrializzazione indiscriminata hanno stravolto questo mondo, i suoi antichissimi e collaudati ritmi di vita, la sua civiltà, la sua dignità, le sue tradizioni, i suoi mestieri, il suo paesaggio, la sua fertilità, la sua salubrità, la sua arte, la sua economia, la sua identità...


In questi ultimi anni ci siamo attivati molto per promuovere presso presso la classe politica e le istituzioni, il rispetto dei valori a cui teniamo, e dobbiamo dire che a furia di seminare qualcosa germoglia, purtroppo però il terreno è molto arido.
L'anno scorso, al Sana, in occasione del convegno sul biologico promosso dall'attuale Ministro dell'agricoltura, il nostro Sergio Mantovani, che era in quel momento presidente dell'Asci, presentava ancora una volta la nostra posizione - denuncia sulla condizione dei contadini in Italia: riprendo dalla sua relazione, che troverete nella cartellina insieme ad altri documenti, un passaggio significativo:

...Qui si tratta di rivedere interamente una politica agricola nazionale e comunitaria, affinché si vada verso il principio della Sovranità Alimentare. Ecco allora profilarsi lo scenario dell'attuale scontro in agricoltura:
da una parte la solita agricoltura industriale, figlia dell'industria chimica, del produttivismo, del profitto, delle multinazionali, degli OGM, dell'impoverimento del pianeta; da un'altra parte l'agricoltura biologica con i suoi marchi di garanzia, estesi anche alle industrie agroalimentari, in un passaggio che in tutto e per tutto ricalca le orme del suddetto metodo; si ricordi che le garanzie offerte sono, nella maggior parte dei casi, di tipo burocratico: vengono cioè effettuati controlli su carta, raramente con esami di laboratorio… D'altra parte ci chiediamo anche se sia giusto pagare un balzello per poter lavorare in modo ecologico, anziché no; se sia giusto far parte di un circuito di controllo dove il controllato paga il controllore: è etico tutto questo? E' giusto che lo Stato Italiano deleghi una così importante opera, come quella del controllo sulle produzioni e sugli alimenti a pochi privati? ...


Ci stiamo abituando a parlare di Contadini non a caso, in quanto desideriamo sempre rimarcare la differenza con l'agroindustria: a Firenze ieri si è celebrato il ventennale della Fierucola del Pane, di cui Giannozzo Pucci uno dei fondatori dell'Asci ne è l'attuale presidente, ed in quel contesto si sono svolti altri dibattiti sugli stessi temi: 

... che le leggi e gli apparati burocratici italiani sono stati costruiti per i produttori industriali, nella convinzione che il mestiere contadino sia solo vestigia di un passato superato ... che l'agricoltura industriale non è agricoltura, ma industria e non può garantire la qualità degli alimenti; ... che senza il piccolo podere familiare non può esistere sviluppo rurale;

Lo scopo quindi del convegno di oggi è di proporre una nostra soluzione, che ormai sperimentiamo da alcuni anni praticando una sorta di "disobbedienza civile".

Da qualche anno nei mercati da noi organizzati abbiamo introdotto la pratica della autocertificazione, rivolta ai contadini che non erano certificati, ma anche a coloro che già lo erano: qui abbiamo constatato come un semplicissimo documento che deve essere sottoscritto dal produttore dove viene dichiarata tra l'altro, l'assenza di impiego di prodotti chimici di sintesi, può produrre un effetto di preoccupazione in qualcuno, benchè certificato, arrivando addirittura al rifiuto di firmarlo.

Questo ci ha confortato perchè dimostra che le cose semplici e poco ingarbugliate possono avere un grande valore.
Abbiamo così deciso di proporvi questo metodo (di autocertificazione), e lanciamo questa proposta anche alla classe politica che vorrà sostenere questa piccola rivoluzione, a tutto vantaggio della collettività, oltre che dei contadini diretti interessati. Si tratta della esenzione dall'obbligo di "certificazione attraverso gli organismi privati" per coloro che praticano metodi naturali, senza chimica di sintesi, come si chiama nel resto del mondo, agroecologico.
Questa esenzione la proponiamo per i contadini che sono al di sotto di un giro d'affari* lordo di 20.000 euro, sostituendola con una AUTOCERTIFICAZIONE, in virtù delle semplificazioni che ormai vengono praticate in più settori. 

Nella cartellina troverete alcuni esempi di autocertificazioni già in uso e regolati dalle leggi vigenti: dalle autocertificazioni per le aziende in campo industriale sotto i 10 dipendenti sulla "Valutazione dei rischi sull'igiene del lavoro" il cui controllo è di competenza poi delle ASL, alle autocertificazioni ammesse dalla legge per la produzione di prodotti fitosanitari per la difesa biologica delle colture agrarie, per arrivare a quella più macroscopica ed attuale che è la documentazione per l'mmissione in commercio degli OGM da parte delle multinazionali. 
A queste società viene addirittura consentito di presentare la documentazione attestante la innocuità del prodotto OGM e la "sostanziale equivalenza" a quello naturale, presentando proprie documentazioni agli organismi istituzionali che devono concedere il via libera alla commercializzazione. 

Badate bene: siamo assolutamente allergici agli ECOFURBI, quindi non vogliamo indurre sospetti nel consumatore in primo luogo. E' per questo che auspichiamo seri controlli su chi si autocertifica, da parte di un organismo pubblico per esempio come il Corpo Forestale dello Stato, che peraltro già effettua controlli in ambito agricolo per le verifiche sulla normativa comunitaria. Esistono poi le ASL, l'ARPA, l'Ispettorato Repressione Frodi, i nuclei di Tutela Ambientale del Corpo dei Carabinieri (gli ex NOE), che possono intervenire e sono perfettamente in grado di eseguire eventuali analisi sull'impiego fraudolento di prodotti chimici vietati. 

Vorrei anche che ponessimo una adeguata attenzione a quanto ci dirà Ivo Bertaina sul metodo di analisi chiamato "cristallizzazione sensibile", perchè noi siamo particolarmente interessati a questo semplicissimo sistema che dovrebbe essere oggetto di vera ed ulteriore sperimentazione per poterne accettare finalmente il valore, con il relativo accredito di legge.

Infine, la legge sul biologico negli USA. 
Il NATIONAL ORGANIC PROGRAM, l'articolo 205.101 Exemption and esclusion from certification recita: Il produttore o trasformatore che vende prodotti agricoli come "organici" cioè biologici, con una cifra inferiore ai 5.000 dollari (in via di approvazione l'innalzamento a 10.000 dollari) è esentato dalla certificazione di legge, ma si deve comunque attenere ai regolamenti in vigore. Tutto ciò a patto che venda direttamente i suoi prodotti.
Perchè per una volta tanto non acquisiamo un principio in vigore nella legge degli STATI UNITI? 

Grazie, buon lavoro e buon proseguimento.


* Da tempo discutiamo su quale deve essere il livello oltre al quale si deve essere identificati come impresa a tutti gli effetti: rapidamente dico che il parametro non può essere stabilito solo in una cifra in denaro, ma si deve utilizzare anche il parametro del consumo energetico, tipo il consumo di carburanti o di energia elettrica.
Ma questo potrebbe essere argomento di un altro forum.

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