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Certificazione ed Autocertificazione nel
biologico: quale soluzione per le piccole
aziende. 8/9/03 - Volpedo
Introduce: Marisa Valente,
agricoltore biologico, presidente ASCI
Relatori:
-
Giannozzo Pucci, giornalista, editore,
fondatore "Asci" e "La Fierucola"
-
Sergio Mantovani, agricoltore
biologico, direzione Asci
-
Ivo Bertaina, coordinatore IFOAM
Italia, presidente AGRI.BIO. Piemonte
-
Vincenzo Vizioli, presidente nazionale
AIAB
-
Gianni Cavinato, Segretario nazionale
ACU, Associazione Consumatori Utenti.
-
Francesco Di Lucente, direzione Corpo
Forestale dello Stato per i controlli dei regolamenti
comunitari
-
Mario Valpreda, Direttore del
Dipartimento di Sanità Pubblica, Piemonte
-
Giovanni Pensabene, dottore in
agronomia, assessore Ambiente e Agricoltura del comune di
Asti.
Asci è nata con l'obiettivo di promuovere la RINASCITA
della CAMPAGNA italiana. Nasce, e cito testualmente dalle
"premesse fondanti" del nostro Statuto,
...
dalla constatazione della situazione di degrado ambientale,
sociale e culturale in cui è stata trascinata la Campagna
Italiana da più di mezzo secolo di incessante oltraggio in
ossequio ad un'aberrante concezione di benessere e di
progresso indotta dall'ideologia consumista. ... nasce
dalla volontà di recuperare il mondo rurale alla sua
intrinseca consonanza con l'armonico divenire della natura per
la piena realizzazione della nostra più autentica umanità.
L'urbanizzazione e l'industrializzazione indiscriminata hanno
stravolto questo mondo, i suoi antichissimi e collaudati ritmi
di vita, la sua civiltà, la sua dignità, le sue tradizioni, i
suoi mestieri, il suo paesaggio, la sua fertilità, la sua
salubrità, la sua arte, la sua economia, la sua
identità...
In questi ultimi anni ci siamo attivati
molto per promuovere presso presso la classe politica e le
istituzioni, il rispetto dei valori a cui teniamo, e dobbiamo
dire che a furia di seminare qualcosa germoglia, purtroppo
però il terreno è molto arido. L'anno scorso, al Sana, in
occasione del convegno sul biologico promosso dall'attuale
Ministro dell'agricoltura, il nostro Sergio Mantovani, che era
in quel momento presidente dell'Asci, presentava ancora una
volta la nostra posizione - denuncia sulla condizione dei
contadini in Italia: riprendo dalla sua relazione, che
troverete nella cartellina insieme ad altri documenti, un
passaggio significativo:
...Qui si tratta di
rivedere interamente una politica agricola nazionale e
comunitaria, affinché si vada verso il principio della
Sovranità Alimentare. Ecco allora profilarsi lo scenario
dell'attuale scontro in agricoltura: da una parte la solita
agricoltura industriale, figlia dell'industria chimica, del
produttivismo, del profitto, delle multinazionali, degli OGM,
dell'impoverimento del pianeta; da un'altra parte
l'agricoltura biologica con i suoi marchi di garanzia, estesi
anche alle industrie agroalimentari, in un passaggio che in
tutto e per tutto ricalca le orme del suddetto metodo; si
ricordi che le garanzie offerte sono, nella maggior parte dei
casi, di tipo burocratico: vengono cioè effettuati controlli
su carta, raramente con esami di laboratorio… D'altra parte ci
chiediamo anche se sia giusto pagare un balzello per poter
lavorare in modo ecologico, anziché no; se sia giusto far
parte di un circuito di controllo dove il controllato paga il
controllore: è etico tutto questo? E' giusto che lo Stato
Italiano deleghi una così importante opera, come quella del
controllo sulle produzioni e sugli alimenti a pochi privati?
...
Ci stiamo abituando a parlare di Contadini non
a caso, in quanto desideriamo sempre rimarcare la differenza
con l'agroindustria: a Firenze ieri si è celebrato il
ventennale della Fierucola del Pane, di cui Giannozzo Pucci
uno dei fondatori dell'Asci ne è l'attuale presidente, ed in
quel contesto si sono svolti altri dibattiti sugli stessi
temi:
... che le leggi e gli apparati
burocratici italiani sono stati costruiti per i produttori
industriali, nella convinzione che il mestiere contadino sia
solo vestigia di un passato superato ... che l'agricoltura
industriale non è agricoltura, ma industria e non può
garantire la qualità degli alimenti; ... che senza il piccolo
podere familiare non può esistere sviluppo
rurale;
Lo scopo quindi del convegno di oggi è di
proporre una nostra soluzione, che ormai sperimentiamo da
alcuni anni praticando una sorta di "disobbedienza
civile".
Da qualche anno nei mercati da noi organizzati
abbiamo introdotto la pratica della autocertificazione,
rivolta ai contadini che non erano certificati, ma anche a
coloro che già lo erano: qui abbiamo constatato come un
semplicissimo documento che deve essere sottoscritto dal
produttore dove viene dichiarata tra l'altro, l'assenza di
impiego di prodotti chimici di sintesi, può produrre un
effetto di preoccupazione in qualcuno, benchè certificato,
arrivando addirittura al rifiuto di firmarlo.
Questo ci
ha confortato perchè dimostra che le cose semplici e poco
ingarbugliate possono avere un grande valore. Abbiamo così
deciso di proporvi questo metodo (di autocertificazione), e
lanciamo questa proposta anche alla classe politica che vorrà
sostenere questa piccola rivoluzione, a tutto vantaggio della
collettività, oltre che dei contadini diretti interessati. Si
tratta della esenzione dall'obbligo di "certificazione
attraverso gli organismi privati" per coloro che praticano
metodi naturali, senza chimica di sintesi, come si chiama nel
resto del mondo, agroecologico. Questa esenzione la
proponiamo per i contadini che sono al di sotto di un giro
d'affari* lordo di 20.000 euro, sostituendola con una
AUTOCERTIFICAZIONE, in virtù delle semplificazioni che ormai
vengono praticate in più settori.
Nella
cartellina troverete alcuni esempi di autocertificazioni già
in uso e regolati dalle leggi vigenti: dalle
autocertificazioni per le aziende in campo industriale sotto i
10 dipendenti sulla "Valutazione dei rischi sull'igiene del
lavoro" il cui controllo è di competenza poi delle ASL, alle
autocertificazioni ammesse dalla legge per la produzione di
prodotti fitosanitari per la difesa biologica delle colture
agrarie, per arrivare a quella più macroscopica ed attuale che
è la documentazione per l'mmissione in commercio degli OGM da
parte delle multinazionali. A queste società viene
addirittura consentito di presentare la documentazione
attestante la innocuità del prodotto OGM e la "sostanziale
equivalenza" a quello naturale, presentando proprie
documentazioni agli organismi istituzionali che devono
concedere il via libera alla
commercializzazione.
Badate bene: siamo
assolutamente allergici agli ECOFURBI, quindi non vogliamo
indurre sospetti nel consumatore in primo luogo. E' per questo
che auspichiamo seri controlli su chi si autocertifica, da
parte di un organismo pubblico per esempio come il Corpo
Forestale dello Stato, che peraltro già effettua controlli in
ambito agricolo per le verifiche sulla normativa comunitaria.
Esistono poi le ASL, l'ARPA, l'Ispettorato Repressione Frodi,
i nuclei di Tutela Ambientale del Corpo dei Carabinieri (gli
ex NOE), che possono intervenire e sono perfettamente in grado
di eseguire eventuali analisi sull'impiego fraudolento di
prodotti chimici vietati.
Vorrei anche che
ponessimo una adeguata attenzione a quanto ci dirà Ivo
Bertaina sul metodo di analisi chiamato "cristallizzazione
sensibile", perchè noi siamo particolarmente interessati a
questo semplicissimo sistema che dovrebbe essere oggetto di
vera ed ulteriore sperimentazione per poterne accettare
finalmente il valore, con il relativo accredito di
legge.
Infine, la legge sul biologico negli
USA. Il NATIONAL ORGANIC PROGRAM, l'articolo
205.101 Exemption and esclusion from certification
recita: Il produttore o trasformatore che vende prodotti
agricoli come "organici" cioè biologici, con una cifra
inferiore ai 5.000 dollari (in via di approvazione
l'innalzamento a 10.000 dollari) è esentato dalla
certificazione di legge, ma si deve comunque attenere ai
regolamenti in vigore. Tutto ciò a patto che venda
direttamente i suoi prodotti. Perchè per una volta tanto
non acquisiamo un principio in vigore nella legge degli STATI
UNITI?
Grazie, buon lavoro e buon
proseguimento.
*
Da tempo discutiamo su quale deve essere il livello oltre al
quale si deve essere identificati come impresa a tutti gli
effetti: rapidamente dico che il parametro non può essere
stabilito solo in una cifra in denaro, ma si deve utilizzare
anche il parametro del consumo energetico, tipo il consumo di
carburanti o di energia elettrica. Ma questo potrebbe
essere argomento di un altro
forum.
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