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A.S.C.I.
Associazione di Solidarieta' per la Campagna Italiana

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Autocertificazione nel biologico: di cosa parliamo?
Comunicato stampa ASCI
del 18 maggio 04
Il biologico certificato e le autocertificazioni delle piccole aziende: la nostra posizione
La Cia Piemonte protesta contro la delibera della giunta di Torino:"La delibera secondo noi è illegittima e confidiamo che gli altri comuni non seguano affatto l’esempio del capoluogo torinese". (Agrapress)
Torino 16 marzo 2004
La prima delibera comunale che accetta la vendita di "prodotti agricoli biologici certificati o prodotti secondo le modalità della disciplina biologica tramite autocertificazione"
Volpedo, 8 settembre 2003
Convegno:
"Certificazione ed autocertificazione nel biologico: quale soluzione per le piccole aziende"
La nostra proposta di modello di autocertificazione

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Comunicati di CPE e Via Campesina

Comunicati stampa
Via Campesina

17/5/2001
Accesso ai mercati di esportazione o accesso al proprio mercato? Deregulation del commercio, prezzi mondiali, o sovranità alimentare?
1/12/2000
Lettera aperta ai ministri dell'agricoltura in merito alle farine animali e alla ESB
3/10/2000
HA COMENZADO EN BANGALORE (INDIA) LA III CONFERENCIA INTERNACIONAL DE LA VIA CAMPESINA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
COMUNICATO STAMPA Bruxelles, 17.05.2001

Via Campesina
International farmers movement
Movimiento campesino internacional
Mouvement paysan international

In seguito al seminario del 12 e 13 maggio 2001 su "politiche agricole e commerciali solidali" organizzato a Bruxelles da OXFAM-solidarietà-B, Collectif Stratégies Alimentaires, CPE (Coordinamento Contadino Europeo)/ Via Campesina, Confédération des Betteraviers Belges, nel contesto della conferenza del CNUCED sui Paesi Meno Avanzati (PMA), VIA CAMPESINA (movimento contadino mondiale) e la Rete delle Organizzazioni Contadine e dei Produttori Agricoli dell'Africa dell'Ovest pubblicano la seguente dichiarazione:

Accesso ai mercati di esportazione o accesso al proprio mercato?
Deregulation del commercio, prezzi mondiali, o sovranità alimentare?

Via Campesina e la ROPPA denunciano la "liberalizzazione" degli scambi dei prodotti agricoli promosso dall'OMC e le politiche di dumping agricolo praticate dalle grandi potenze esportatrici nei confronti dei paesi terzi, in particolare dei PMA, che rovinano le loro capacità produttive e le loro abitudini alimentari facendo sparire l'agricoltura contadina del Nord e del Sud.

Ad esempio, l'esportazione delle eccedenze europee verso i PMA a prezzi molto inferiori al prezzo praticato in Europa e nei PMA hanno rovinato la produzione nei PMA.

La decisione dell'UE di aprire senza diritti di dogana il suo mercato agricolo ai prodotti dei PMA è il contrario di una soluzione per questi Paesi. Essa è fatta più per giustificare la penetrazione nei mercati dei PMA degli esportatori dell'UE che per dare una reale possibilità agli agricoltori dei PMA di vendere la loro produzione in Europa.

Per Via Campesina e la ROPPA, la priorità deve essere data ad una produzione alimentare di base sana, di buona qualità, culturalmente appropriata, per il mercato interno di ogni paese e per il mercato sotto-regionale o regionale di ogni regione del mondo.

Le priorità dei contadini e delle loro famiglie nei PMA è anzitutto di poter produrre per la loro famiglia, poi di aver accesso al mercato interno, molto prima che esportare. La decisione europea, al contrario, non fa che rinforzare i vantaggi delle grandi aziende che utilizzano le risorse della manodopera dei PMA per le colture di esportazione verso l'UE. Ciò diminuirà le risorse della manodopera dedicata alla produzione degli alimenti per le famiglie contadine ed urbane di ogni paese, aumentando così l'insicurezza alimentare.

./..

Le contadine ed i contadini di Via Campesina e della ROPPA riaffermano:

· il diritto per le popolazioni ed i loro Stati a definire la propria politica agricola ed alimentare a livello nazionale, e poi a livello regionale, al servizio delle aziende familiari agricole, a condizione che questa politica sia senza dumping verso i paesi terzi : è la sovranità alimentare.

· Il diritto di accesso alle risorse (terra, acqua, sementi, …) per poter produrre e vivere degnamente: ecco il problema dei contadini dei Paesi del Sud, ai quali oggi questi diritti sono ancora negati.

· Il diritto per i raggruppamenti dei paesi del Sud e del Nord di proteggere la loro agricoltura ed il loro mercato per remunerare equamente il lavoro ed i prodotti delle aziende agricole familiari .

· Il mercato mondiale non deve più essere un mercato delle eccedenze ma un mercato di scambi equi tra prodotti regionali a prezzi remunerativi. I mercati internazionali devono essere regolati per fermare il deterioramento dei termini di scambio, in particolare per i paesi del Sud che esportano prodotti tropicali.

Essi chiedono ai governi del Nord come a quelli del Sud:

· di mettere in atto o di riformare politiche agricole perché esse assicurino la vita delle aziende agricole familiari,

· di astenersi dal fornire appoggi e risorse della cooperazione internazionale condizionate ad obblighi di "liberalizzazione" e privatizzazione non conformi alle priorità dei paesi,

· di dare la priorità allo sviluppo dei mercati interni (locali, nazionali, regionali) e non all'esportazione,

· di dare priorità alle attese della popolazione in termini di alimentazione, di altri bisogni vitali, di ambiente, e non al commercio delle multinazionali,

· di proibire i brevetti sul vivente e l'importazione e l'esportazione di Organismi Geneticamente Modificati (OGM).


 

Venerdì, 1 dicembre 2000

LETTERA APERTA AI MINISTRI DELL’AGRICOLTURA DELL’UNIONE EUROPEA RIUNITI A BRUXELLES IL 4 DICEMBRE

ESB/ Proposte della Commissione Europea

  • Proibizione delle farine e grassi animali
  • : finalmente !
  • Eliminazione dei bovini di più di 30 mesi
  • : la Commissione Europea distrugge l’allevamento erbaceo senza garantire la salute dei consumatori

Farine e grassi animali

La CPE, che ne aveva proposto la proibizione dal 1994, sostiene la proposta fatta al Consiglio, ma s’interroga quanto meno sulla serietà dei decisori europei, che l’avevano rifiutata solo due settimane fa.

Bovini di meno di 30 mesi

La Commissione deve spiegare quale è il nuovo elemento nella conoscenza dell’ESB che permette di garantire che i bovini di meno di 30 mesi non sono contaminati.

Senza questo nuovo elemento, la CPE si oppone a questa proposta che, lungi dal prendere la protezione dei consumatori come priorità, preferisce gestire il mercato attraverso la distruzione della carne.

La proposta della Commissione ha ampliato la crisi di fiducia dei consumatori e chiuso il mercato degli animali di più di 30 mesi. L’UE deve oggi assumersene le conseguenze finanziarie per gli allevatori.

La CPE rinnova le sue proposte fatte il 10 novembre nei confronti degli allevatori e dei consumatori.

La proposta della Commissione è una guerra dichiarata contro l’allevamento a base di erba e fieno, che produce animali di più di 30 mesi, ed un sostegno all’allevamento intensivo di carne bovina giovane.

Senza la rimessa in discussione dell’allevamento industriale di carne bianca, che beneficerà di un consistente aumento di consumo, si tratta proprio di una volontà di accelerare l’industrializzazione della produzione animale, all’opposto dei discorsi europei sul modello agricolo e la multifunzionalità.

La Commissione preferisce ridurre le spese di stoccaggio di carne bovina e creare un mercato per le eccedenze di suini e volatili industriali che rimettere in discussione i modelli di produzione intensiva di tutti i prodotti animali. E’ la prima conseguenza di questo scandalo del produttivismo che è l’ESB, al quale la Commissione risponde con ancor più produttivismo.

Il produttivismo costa decisamente molto caro al contribuente : è tutto salvo l’essere competitivo.

La CPE lancia un grido di allarme ai ministri dell’agricoltura ed a tutte le istanze dell’UE : le prossime bombe a scoppio ritardato che sono i pesticidi, gli antibiotici, i fanghi di depurazione, gli OGM, sono già prossime ad esplodere.

COMUNICADO DE PRENSA  Día 3 de octubre de 2000

 

Via Campesina

International farmers movement
Movimiento campesino international
Mouvement paysan international

“HA COMENZADO EN BANGALORE (INDIA)
LA
III CONFERENCIA INTERNACIONAL
DE LA VIA CAMPESINA

Con la presencia de mas de 110 delegados y delegadas de 40 países de todo el mundo, y representando centenas de organizaiones de agricultores/as y de pueblos indígenas, ha dado comienzo en la ciudad de Bangalore (estado de Karnataka – India) la III Conferencia Internacional de la Via Campesina.

Esta Conferencia se dezarrolla en el marco de múltiples problemas para los pequeños agricultores y agricultoras y en general de las sociedades rurales de todo el mundo:

-  Acceso a la tierra.

-  Represion de los movimientos campesinos.

-  Caida de precios de los productos agrarios.

-  Utilización de la agricultura, exclusivamente, como un negocio para sacar diñero, y no para la producción de alimentos de calidad.

-  Deslocalización de la producción.

Durante los días 30 de septiembre y 1 de octubre de 2000 se ha celebrado, también en Bangalore, la 1ª Asamblea Internacional de Mujeres, de la Via Campesina.

Los principales acuerdos adoptados han sido los siguientes:

-       Denunciar ante los organismos nacionales e internacionales las graves situaciones de guerra y de conflito que travesamos, que nos obliga a abandonar la tierra que trabajamos.

- Las mujeres de La Via Campesina nos pronunciamos contra la economia neoliberal. Es un modelo injusto y destructivo y que no respeta ni nuestras vidas ni las culturas ni la biodiversidad.

- Somos mujeres, las primeras en cultivar la tierra, que transmitimos la cultura a nuestros hijos y es por eso que estamos dispuestas a continuar luchando hasta construir un modelo de desarollo rural alternativo que tome y cuente con nuestros intereses y nuestra necesidades. Continuaremos luchando por un mundo nuevo mas humano, respetuoso con la naturaleza y las diferencias étnicas y culturales sin distinción.

-  Lucharemos por una reforma agraria completa y democratica que impida la excesiva concentración de la tierra y para alcanzar la soberanía alimentaria, asi como una proucción sostenible.

-  Defenderemos, también, el derecho de los pueblos indígenas a su tierra ancestral. Y nos solidarizamos con estos y todos los pueblos que luchan por la autodeterminación y el derecho a decidir modelos diferentes de desarollo.

-  Nos mantendremos organizadas con el fin de reforzar nuestras luchas y nuestra solidaridad, así como mostrar nuestra indignación ante las injusticias y las desigualdades.

También el lunes día 2 de octubre ha tenido lugar una gran manifestación por las calles de Bangalore, organizada por el KRRS (organización perteneciente a Via Campesina), con la participación de miles de agricultores y agricultoras de la India y acompañados por todos los delegados des mundo asistentes a la Conferencia Internacional de Via Campesina.

Manifestación que ha servido para denunciar las politicas economicas (concretamente las que atañen a la agricultura) desarrolladas por la OMC, el Banco Mundial, el FMI y que están abocando a millones de campesinos/as de todos los continentes al abandono de la tierra. Estas politicas provocam mayor pobreza y represion en el campo y condenan a millones al hambre y a la muerte.

Debatir sobre esta situación, elaborar alternativas y coordinar esfuerzos son parte de los objectivos fijados para esta III Conferencia Internacional con el objectivo de profundizar en el trabajo realizado por Via Campesina durante todos estes últimos años. Se reúnen delegados de los 4 continentes en Bangalore desde el día 3 hasta el día 6 de octubre.

Así pues, desde el día 31 de septiembre, hasta el 6 de octubre se está desarrollando un fraternal y fructifero debate de campesino/as de todo el mundo. La Via Campesina como movimiento internacional es y seguirá siendo durante los próximos años el referente mundial de la lucha contra la politica ecluyente de la OMC y de todos os organismos internacionales y nacionales que aplican las politicas neoliberales y globalizadoras.

Como reflejo de esto en la mañana del día 3, en la ceremonia de apertura de la III Conferencia, se ha intercambiado Tierra y Semillas de todas las regiones del mundo como símbolo del compromiso que nos une en la lucha por una agricultura campesina, libre del control del modelo agro-industrial.


 

 

ASCI
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